A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 23 marzo, dal 7 aprile 2026 è entrata in vigore la nuova disciplina sullo smart working prevista dalla Legge n. 34/2026, che introduce obblighi più stringenti per le aziende, in particolare per le PMI (piccole e medie imprese) che impiegano personale in modalità di lavoro agile.
L’identificazione dei fattori di rischio specifici per i lavoratori in smart working va ad intervenire direttamente sul D.Lgs. 81/08, Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, evidenziando un ambito lavorativo che negli ultimi anni si è evoluto.
Le novità della nuova normativa
Questo cambiamento non incide in alcun modo sulla possibilità di ricorrere alla modalità di “lavoro agile”, ma cambia in modo significativo le responsabilità organizzative e gestionali a carico dei datori di lavoro.
La novità principale riguarda la sicurezza sul lavoro: viene rafforzato l’obbligo, già previsto dalla normativa vigente, di fornire ai lavoratori in smart working un’informativa sui rischi connessi all’attività svolta fuori dai locali aziendali.
ATTENZIONE: La disposizione si applica SOLO alle aziende con dipendenti in smart working.

Che obblighi ha il datore di lavoro?
Nel dettaglio, i datori di lavoro sono tenuti a consegnare un documento scritto, con cadenza almeno annuale, sia ai dipendenti, sia agli RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza).
L’informativa deve contenere indicazioni chiare sui rischi generali e specifici del lavoro da remoto, l’utilizzo di dispositivi digitali e gli aspetti legati a ergonomia, postura e organizzazione del lavoro.
La norma interviene in un contesto in cui il controllo diretto dell’azienda è limitato, attribuendo all’informazione e alla prevenzione un ruolo centrale nella tutela della salute dei lavoratori.
Quali sanzioni rischiano le aziende?
Particolare rilievo assume il regime sanzionatorio: in caso di mancata consegna dell’informativa, il datore di lavoro può incorrere in sanzioni penali, con arresto da 2 a 4 mesi oppure multa fino a circa 7.400 euro.
Per le aziende interessate, l’adeguamento si traduce nella necessità di verificare la presenza di lavoratori in smart working, predisporre o aggiornare l’informativa obbligatoria, garantirne la corretta consegna e mantenerla aggiornata nel tempo.

A chi bisogna rivolgersi?
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